FederBio
FederBio - Federazione Italiana Agricoltura Biologia e Biodinamica
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FederBio rappresenta e tutela il Biologico italiano, favorendone lo sviluppo e promuovendone la conoscenza e la più ampia diffusione.
27/08/2026
Nel diritto europeo, il principio di precauzione stabilisce che quando esistono incertezze scientifiche sui rischi di una sostanza o tecnologia, la tutela della salute e dell'ambiente deve ve**re prima. Non si aspetta la prova del danno, si previene.
Per decenni questo principio ha guidato la normativa europea sugli OGM: nessuna immissione in commercio senza valutazione del rischio, tracciabilità obbligatoria, etichettatura trasparente.
Con la nuova normativa sulle NGT, questo impianto è stato in gran parte smontato. Le piante NGT-1, la maggioranza dei nuovi prodotti, sono state equiparate a quelle convenzionali, eliminando valutazione del rischio ed etichettatura per i prodotti finali. Non perché la scienza abbia dimostrato che sono sicure, ma perché si è scelto di non verificarlo prima.
Deregolamentare non è innovare. È rinunciare a sapere.
25/08/2026
🌡️ L'estate 2026 presenta il conto. Ed è salato.
Solo tra fine giugno e inizio luglio, il caldo estremo ha causato all'agricoltura italiana perdite stimate in oltre 1,5 miliardi di euro. Negli ultimi quattro anni, tra siccità e alluvioni, i danni complessivi superano i 20 miliardi.
Non è un'emergenza isolata. È un cambiamento strutturale del clima con cui l'agricoltura dovrà fare i conti sempre di più. E l'Italia, al centro del Mediterraneo, è una delle zone più esposte: riso, mais, pomodori, grano, olio, vite. Nessuna coltura è al riparo.
Il paradosso più amaro? A giugno l'Italia ha registrato circa 700 eventi meteorologici estremi in un solo mese come temporali, grandinate e tornado, senza risolvere il problema siccità. Sui suoli impoveriti e induriti, l'acqua scorre via senza ricaricare le falde.
La risposta non può essere solo gestione dell'emergenza. Serve un cambio di paradigma.
20/08/2026
👐 Dietro ogni prodotto biologico c'è una scelta. Spesso controcorrente.
Convertirsi al biologico non significa semplicemente cambiare i mezzi tecnici. Significa abbracciare una visione diversa dell'agricoltura: investire nella fertilità del suolo invece di esaurirla, costruire filiere più trasparenti, affrontare una burocrazia complessa e sostenere i costi della certificazione.
In Italia lo fanno oltre 97.000 operatori biologici certificati, su più di 2,5 milioni di ettari. Piccoli e grandi produttori che ogni giorno scelgono di coltivare in modo diverso per la terra, per chi mangia, per le generazioni future.
Quando scegli un prodotto biologico, non stai solo comprando cibo. Stai sostenendo una scelta.
18/08/2026
🍅 Mangiare di stagione non è una moda. È il modo in cui abbiamo sempre mangiato.
Un pomodoro a dicembre e uno ad agosto non sono la stessa cosa. Quello fuori stagione percorre migliaia di chilometri, viene raccolto prima della maturazione e perde gran parte del suo profilo nutrizionale durante il trasporto. Quello estivo, raccolto maturo e vicino a dove viene consumato, ha più sapore, più nutrienti e un impatto ambientale incomparabilmente inferiore.
Il biologico e la stagionalità vanno a braccetto: rispettare i ritmi della natura significa produrre ciò che il territorio offre nel momento giusto, senza forzare i cicli con input chimici o serre energivore.
Mangiare di stagione è il gesto più semplice e più rivoluzionario che possiamo fare ogni giorno.
E tu, sai cosa è di stagione adesso?
13/08/2026
⚗️Il biologico non è contro la tecnologia. È per una tecnologia diversa.
C'è un pregiudizio duro a morire: che il biologico significhi rinunciare all'innovazione, tornare a metodi arcaici, accettare produzioni inferiori. Non è così.
Il biologico chiede che la tecnologia sia connessa con l'ambiente, non che la ignori. E i numeri lo confermano: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo, agrofarmaci con principi attivi di origine naturale, sono cresciuti del 133%.
Non è una tendenza di nicchia. È l'industria stessa che sta cambiando rotta, perché le resistenze ai pesticidi chimici crescono e l'industria chimica tradizionale non riesce più a starci al passo. L'innovazione che serve all'agricoltura del futuro esiste già. Va nella direzione della natura, non contro di essa.
11/08/2026
🔬Cosa c'è davvero nel nostro piatto?
Secondo il Dossier Pesticidi 2025 di Legambiente, il 75% della frutta e il 40% della verdura convenzionale contiene residui di fitofarmaci. Spesso non si tratta di un singolo pesticida, ma di più sostanze contemporaneamente, il cosiddetto effetto cocktail, su cui la ricerca scientifica sta accendendo sempre più i riflettori.
Il biologico elimina alla radice il problema: i disciplinari vietano l'uso di pesticidi chimici di sintesi. È una scelta concreta per ridurre l'esposizione a sostanze il cui impatto sulla salute umana, specialmente nel lungo periodo, è ancora oggetto di studio e preoccupazione crescente.
Scegliere biologico non è una garanzia assoluta. È una riduzione consapevole del rischio.
06/08/2026
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente impedito la riapertura del contenzioso contro Bayer per i danni causati dal glifosato, il principio attivo del Roundup, l'erbicida più diffuso al mondo.
Non perché il glifosato sia stato dichiarato innocuo. Ma per una questione formale: l'etichetta non riportava l'avvertenza di sospetta cancerogenicità.
Eppure l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa riferimento all'Organizzazione Mondiale della Sanità, lo classifica come probabile cancerogeno per l'uomo. Negli anni, sentenze in tutto il mondo avevano riconosciuto il nesso tra esposizione al glifosato e patologie oncologiche.
Ora quelle 65.000 cause sono bloccate. E il messaggio che arriva è chiaro: quando in gioco ci sono gli interessi delle multinazionali, la tutela della salute dei cittadini può aspettare.
Il biologico vieta l'uso del glifosato. Non è una scelta ideologica, è coerenza con il principio che la salute viene prima.
05/08/2026
🌱 Il biologico non nutre solo la pianta. Nutre la terra.
In un'estate segnata da siccità, stress idrico e suoli sempre più impoveriti, Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, spiega perché la fertilità del suolo è la risposta più concreta alle sfide climatiche dell'agricoltura italiana.
Alcuni punti chiave dell'intervista su Materia Rinnovabile:
🌍 Suolo vivo vs suolo desertificato.
In ampie zone della Pianura Padana la sostanza organica è scesa all'1%. Un suolo sano trattiene l'acqua come una spugna. Uno desertificato la fa scorrere in superficie, favorendo le alluvioni invece di assorbirla.
💶 Il biologico conviene anche economicamente.
Secondo il Bioreport CREA 2024-2025, i costi dei mezzi tecnici nel biologico sono inferiori del 38% rispetto al convenzionale. Con la volatilità dei prezzi dei fertilizzanti legata alla geopolitica, la differenza è ancora più marcata.
🚿 Meno acqua, più resilienza.
Un suolo coltivato in biologico ha un fabbisogno idrico nettamente inferiore. Un vantaggio che cresce nel tempo, man mano che la fertilità del suolo si rigenera.
🏘️ I distretti biologici come modello.
Dal Chianti Classico, dove il biologico supera il 50% della superficie, alla Cantina di Orsogna in Abruzzo, i territori che scelgono l'agroecologia in modo collettivo mostrano i risultati più avanzati.
🔗 Leggi l'intervista completa: https://www.renewablematter.eu/maria-grazia-mammuccini-biologico-cura-fertilita-suolo-nutre-terra
04/08/2026
🌾 Un suolo sano produce cibo più nutriente. E un suolo malato no.
L'agricoltura intensiva, basata su fertilizzanti chimici e lavorazioni aggressive, impoverisce progressivamente il suolo, riducendo la sua biodiversità microbica e la sua capacità di trasferire nutrienti alle piante.
L'agricoltura biologica lavora in senso opposto: nutre il suolo attraverso la sostanza organica, le rotazioni colturali e l'integrazione naturale tra le colture. Un suolo vivo e fertile trasferisce alle piante una maggiore ricchezza di minerali, antiossidanti e composti bioattivi.
La qualità del cibo inizia molto prima del raccolto. Inizia sotto i nostri piedi.
30/07/2026
🌱 La soluzione più efficace è già sotto i nostri piedi.
Mentre si discute di tecnologie e soluzioni d'emergenza, la scienza ricorda da decenni una verità semplice: un suolo vivo, ricco di humus e microrganismi attivi, trattiene l'acqua, nutre le piante, sequestra carbonio e riduce la dipendenza dall'irrigazione.
Il DOK Trial, condotto in Svizzera dal 1978 e documentato in oltre 130 pubblicazioni scientifiche, dimostra che i suoli gestiti con metodo biologico e biodinamico hanno un contenuto più elevato di carbonio organico e un'attività microbica più intensa. Sono proprio queste caratteristiche che migliorano la struttura del terreno e favoriscono l'infiltrazione dell'acqua in profondità, riducendo sia il rischio siccità che quello di allagamento.
Investire nella salute del suolo non è una scelta ideologica. È la risposta più concreta e duratura alla crisi idrica e climatica.
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