CosmeTech
Trasforma la Professione in Passione. Cosmetech Academy fa decollare la tua carriera di professionista nella cosmetica.
Scopri come con i percorsi formativi e i programmi personalizzati ogni formula è un passo verso il tuo successo.
Convertire una formula significa tenerne l'impronta e cambiare gli ingredienti: il prodotto resta sé
stesso. Ribaltarla è un altro livello: si parte dallo stesso obiettivo, ma si arriva con una strada
completamente diversa, una formula diversa che porta allo stesso risultato. È l'esercizio che ti insegna
a non seguire una traccia, ma a costruirne una tua. Vedi tutta la conversione di una formula reale,
passo dopo passo, nel video completo sul canale youtube -Tech
30/06/2026
Ti è mai successo di trovare una formula perfetta, provare a rifarla, e ritrovarti bloccato perché metà
degli ingredienti non li trovi da nessuna parte?
Non è colpa tua. Le formule dei fornitori sono vetrine, costruite con materie prime di alto livello
professionale che fuori dai grandi cataloghi B2B diventano introvabili.
E davanti a questo, la maggior parte delle persone fa una di due cose: rinuncia, oppure copia a occhi
chiusi sperando che vada bene. Tutte e due sono strade che ti tengono fermo.
Ce n'è una terza, ed è quella che ti cambia davvero il modo di lavorare. Non copiare la formula.
Convertirla. Capire cosa fa davvero ogni ingrediente dentro quella formula, e sostituirlo con qualcosa
che fa lo stesso lavoro, reperibile e conforme.
Perché non si sostituisce un nome. Si sostituisce una funzione. Ed è un principio che vale per qualsiasi
formula incontrerai dopo, non solo per una.
Nel nuovo video sul canale YouTube di Cosmetech Academy ti mostro esattamente come si fa, su una
formula reale, passo dopo passo.
Il video è online ora sul canale YouTube di Cosmetech Academy
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26/06/2026
La natura, molto spesso, aveva già la risposta. Bastava saperla leggere.
Questa settimana abbiamo dedicato i nostri contenuti a un addensante naturale che nasce da due
mondi opposti, la cellulosa dal legno e l'algina dal mare, e che proprio da questo incontro trae la sua
qualità più rara: dà struttura restando trasparente, dove amidi, gomme e argille quasi sempre
falliscono.
Lo abbiamo guardato da ogni lato. Le sue due origini, terra e mare. Gli studi della scheda tecnica che
ribaltano i pregiudizi: regge il sale dove tanti gelificanti collassano, tollera l'alcol con una discesa
graduale, lavora benissimo nella finestra di pH tra 4 e 8, esattamente dove vivono creme, gel, sieri e
tonici. E soprattutto la sua sinergia più affascinante, quella con l'acido ialuronico, che anche a basse
percentuali avvicina la sua reologia a quella del carbomer, il polimero di sintesi che da decenni
proviamo a sostituire.
È uno di quegli ingredienti che, una volta compresi davvero, cambiano il modo in cui guardi una lista
INCI. Non vedi più un nome in una lista, vedi una scelta.
Il video completo, con tutti gli studi spiegati uno per uno e una formula reale letta fase per fase, è sul
canale. È il momento giusto per guardarlo con calma, nel weekend. Trovi il link nel primo commento
Una formula con sette ingredienti può sembrare semplice, e invece ogni numero racconta una scelta.
Il protagonista di questo gel viso idratante è un addensante naturale, Cellulose Gum e Algin, presente
all'1,75%. A questo dosaggio costruisce da solo l'intera struttura del gel, e lo fa restando
perfettamente cristallino, dando corpo e viscosità senza togliere limpidezza. Accanto, due umettanti
che lavorano su piani diversi: la glicerina al 5%, che trattiene acqua ma serve anche come veicolo per
pre-disperdere l'addensante ed evitare i grumi, e l'acido ialuronico. Qui un dettaglio prezioso: in
formula si legge 5%, ma è una soluzione all'1%, quindi l'attivo puro reale è solo lo 0,05%. Eppure
quella punta basta ad avvicinare la reologia del gel a quella del carbomer.
Completano l'allantoina allo 0,20%, lenitiva ma vicina al suo limite di solubilità, e il sistema
conservante all'1%, che in un gel di gomme naturali è struttura, non accessorio: senza, la viscosità
crolla.
Questo è il cosa e il perché della formula. La procedura completa, con le temperature, le criticità e i
dettagli tecnici, è dentro Cosmetech Academy. Trovi il link nel primo commento.
Da una parte il legno, dall'altra il mare freddo. Questo addensante naturale unisce due origini
lontanissime, e proprio in questo incontro sta la sua particolarità.
La prima metà è gomma di cellulosa, una molecola modificata derivata dal legno: altamente
purificata, bianca, a bassa carica microbica e ad alta trasparenza. Porta limpidezza e struttura. La
seconda metà è l'algina, estratta dalle alghe brune che crescono nelle acque fredde, ricca di acido
mannuronico, idratante, capace di formare gel leggeri e non appiccicosi. Porta scorrevolezza e una
sensazione setosa.
Messe insieme, queste due anime risolvono il vero tallone d'Achille del mondo naturale. Amidi,
gomme classiche e argille hanno quasi sempre lo stesso limite: non sono trasparenti. Questa coppia,
terra e mare, addensa restando limpida, ed è anche un piccolo attivo idratante.
Nel video sul canale lo raccontiamo nel dettaglio, dalle origini agli studi della scheda tecnica, fino a
una formula reale. Trovi il link nel primo commento.
23/06/2026
Ci sono ingredienti che ti sorprendono solo quando leggi davvero i loro studi, non i claim sulla
confezione.
Questo addensante naturale, fatto di cellulosa e alga, ne è l'esempio perfetto. La maggior parte dei
gelificanti naturali ha tre punti deboli ricorrenti, e lui li ribalta tutti.
Il sale, prima di tutto. Dove tanti addensanti collassano davanti agli elettroliti, qui la viscosità resta
stabile tra 7.000 e 9.000 cps fino al 3% di sodio cloruro, e tende persino a salire. L'alcol, poi: la discesa
è graduale e non un crollo, tanto che al 30% di etanolo conserva ancora metà della struttura. Il pH,
infine, lo vede a suo agio proprio nella finestra tra 4 e 8, esattamente dove vivono creme, gel, sieri e
tonici.
Ma il dato più affascinante è l'ultimo. In sinergia con l'acido ialuronico, anche a basse percentuali, la
sua reologia si avvicina a quella del carbomer: un addensante naturale che inizia a comportarsi come
il polimero di sintesi che da decenni proviamo a sostituire.
In chiusura del carosello trovi una formula reale di gel viso idratante, pronta da salvare. Nel video sul
canale spieghiamo ogni studio uno per uno, con un'altra formula completa letta fase per fase. Trovi il
link nel primo commento
22/06/2026
C'è un ingrediente che da decenni nessuno è mai riuscito davvero a sostituire. È il carbomer, il re
indiscusso degli addensanti: con dosaggi bassissimi trasforma l'acqua in un gel limpido come
cristallo, trasparente, non appiccicoso, capace di tenere in sospensione qualsiasi cosa.
Ma qualcosa sta cambiando. La spinta verso il naturale e il dibattito regolatorio sulle microplastiche,
che potrebbe un giorno toccare anche i polimeri solidi idrosolubili, stanno mettendo in discussione un
equilibrio che sembrava intoccabile. E qui nasce il problema vero del formulatore: le alternative
naturali, quasi sempre, non sono trasparenti.
Quasi tutte. Perché ne esiste una, fatta di cellulosa e alga, che riesce a fare quello che le altre non
sanno fare. Nel nuovo video sul canale la analizziamo fase per fase, con gli studi della scheda tecnica
e una formula reale. Trovi il link nel primo commento.
19/06/2026
Abbiamo capito come si costruisce un film cosmetico sulle ciglia. Adesso la domanda che in poche
fanno: cosa lo distrugge?
Non è sempre colpa del mascara. A volte è il sebo, che scioglie le cere e ammorbidisce il film
dall'interno. A volte è il calore, che abbassa il punto di fusione delle cere e compromette l'intera
struttura. A volte è lo sfregamento meccanico, che spezza fisicamente il film prima ancora che la
chimica entri in gioco. A volte è un pH sbagliato, che destabilizza i filmogeni polimerici e li rende
incapaci di trattenere il pigmento al suo posto.
Conoscere i nemici di una formula è parte del lavoro del formulatore. Perché una formula che regge in
laboratorio deve reggere anche in una giornata reale, con il caldo, il sudore, le lacrime, lo sfregamento
degli occhiali.
Questa è la chiusura della settimana dedicata al mascara. La prossima settimana un nuovo tema, un
nuovo sistema da smontare ingrediente per ingrediente.
Appuntamento lunedì alle 18
Una formula reale. Ingrediente per ingrediente.
In questo Reel entriamo dentro la formula di un mascara base acquosa e analizziamo il ruolo di ogni
componente: due filmogeni sintetici con caratteri diversi, tre cere con punti di fusione e strutture
cristalline diverse, un pigmento all'11% che senza la giusta reologia non resta in sospensione, un olio
veicolante che determina come quel nero si distribuisce in modo uniforme sulle ciglia.
Ogni ingrediente ha un posto preciso nel sistema. Spostarne uno, cambiarne la percentuale, sbagliare
la fase di inserimento: bastano piccole variazioni per compromettere il comportamento dell'intera
formula.
Il cosa e il perché di ogni ingrediente sono tutti in questo Reel. Se vuoi andare più a fondo, la
procedura completa con le temperature, i parametri critici e tutti i dettagli tecnici la trovi su
Cosmetech Academy nella sezione formule.
Hai mai guardato un tubetto di mascara e ti sei chiesta cosa c'è davvero dentro?
Non è una miscela casuale. Un mascara classico a base acquosa è costruito su tre fasi distinte,
ognuna con una funzione precisa e insostituibile.
La fase acquosa porta i filmogeni polimerici: quei polimeri che, una volta evaporata l'acqua sulle
ciglia, formano il film che tiene il colore al suo posto. La fase grassa porta le cere, gli emollienti e il
pigmento disperso in un olio veicolante. La fase fredda porta il conservante termolabile, che entra
nella formula solo quando l'emulsione si è raffreddata abbastanza.
Tre fasi. Una logica costruttiva precisa. Cambiare anche solo un ingrediente, o la sua percentuale,
cambia il comportamento dell'intera formula.
Domani entriamo dentro una formula reale, ingrediente per ingrediente
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